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Protocollo COVD-19: Indicazioni per i luoghi di lavoro

Protocollo COVD-19: Indicazioni per i luoghi di lavoro

Inviato 2022/05/06

Protocollo COVID-19: le indicazioni per i luoghi di lavoro

 Confermata la validità del protocollo condiviso e delle misure contenute per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2.

Non era ancora chiaro, in questi giorni, quale sarebbe stato il futuro dei Protocolli condivisi anti-Covid che in questi due anni hanno avuto un ruolo fondamentale nel ridurre/contenere le conseguenze sui lavoratori e le aziende della pandemia connessa al virus SARS-CoV-2.

Nell’incontro del 4 maggio 2022 tra i Ministeri del Lavoro, della Salute e dello Sviluppo Economico, le parti sociali e le associazioni del mondo datoriale, hanno confermato la validità del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro” nella versione approvata il 6 aprile 2021.

 

Le parti hanno dunque concordato che serve ancora un approccio prudenziale e rimandano a giugno un’ulteriore verifica della situazione del COVID-19 e della possibilità di ridurre ulteriormente le misure di contrasto nei luoghi di lavoro.

 

Chiaramente uno degli aspetti più rilevanti delle indicazioni confermate del protocollo - differenziandosi da quanto previsto in generale (Ordinanza del 28 aprile 2022 del Ministero della Salute) è quello che riguarda l’uso della mascherina di protezione nei casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso e all'aperto.

 

Dopo la conferma della sua applicabilità nei luoghi di lavoro, ricordiamo i contenuti del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro” del 6 aprile 2021.

 

Riprendiamo alcune parti del punto 6 del Protocollo riguardo all’uso dei dispositivi di protezione individuale sui luoghi di lavoro del settore privato (per il settore pubblico vale la Circolare 1/2022):

  • “L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di regolamentazione è fondamentale; tenuto conto del perdurare della situazione emergenziale, si continua a raccomandare un loro utilizzo razionale – come peraltro sottolineato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) – secondo la disciplina vigente”.
  • (…) In tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. Tale uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento (…).
  • Nella declinazione delle misure del presente Protocollo all’interno dei luoghi di lavoro, sulla base del complesso dei rischi valutati a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si adotteranno DPI idonei.

Il protocollo ritiene, ad esempio, opportuno:

  • garantire il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza, nonché per quelle non sospese;
  • raccomandare, in particolare per le attività produttive, che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  • assicurare, fermo restando il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, che negli spazi condivisi vengano indossati i dispositivi di protezione delle vie aeree, fatta salva l’adozione di ulteriori strumenti di protezione individuale già previsti indipendentemente dalla situazione emergenziale;
  • favorire, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali”.

 

Ricordiamo, ad esempio, che il protocollo si sofferma anche sulle modalità di ingresso in azienda:

  • “Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°C, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione - nel rispetto delle indicazioni riportate in nota - saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherina chirurgica ove non ne fossero già dotate, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni;
  • Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al virus SARS-CoV-2/COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS”;
  • “La riammissione al lavoro dopo l’infezione da virus SARS-CoV-2/COVID-19 avverrà secondo le modalità previste dalla normativa vigente (…). I lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario”.

 

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